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2018, BUONI PROPOSITI

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Buon anno a tutti noi, volevo iniziare questo articolo con una semplice domanda: il cambiamento ci spaventa?

Pongo questo interrogativo per sottolineare la difficoltà di riuscire a concretizzare i propri buoni propositi che ogni anno tutti noi facciamo, sia a noi stessi che ad altri.

Punto di partenza è la “zona comfort”, ossia quella zona in cui ci troviamo e tutto sommato stiamo vivendo che ci permette di avere dei punti di riferimento sicuri, anche se non ci piace tutto quello che stiamo vivendo e vorremmo cambiare. Ma per cambiare bisogna assolutamente uscire da questo stato di sicurezza attraversando un periodo di incertezza per poi passare dall’altra parte dove abbiamo tanto desiderato, proprio come la foto che ho postato in alto; saltare fuori dal nostro “comfort” per atterrare su ciò che desideriamo.

Sembra facile a parole, ma molto difficile da attuare nel nostro quotidiano. Quello che posso trasmettere con la mia esperienza nel mondo del fitness ed ora nello studio sull’alimentazione, riuscire a colmare questo stato di trasporto e di insicurezza con una guida sicura che sappia dove e come consigliare guidando ogni giorno le piccole incertezze così da poter attraversare questa fase.

Consigliare esercizi giusti per ognuno e una alimentazione personalizzata è fondamentale per un corretto e consapevole trasporto dalla zona comfort alla zona tanto desiderata che il più delle volte si fallisce perchè non si applica il giusto metodo.

Qual’è il metodo giusto? Ecco la risposta ad una domanda che io per primo ci siamo posti: Essere desiderosi di cambiare per sempre è il primo passo, il secondo è affidarsi a persone competenti che sanno consigliare il giusto percorso e cambiare in corso d’opera, il terzo ed ultimo è non seguire il percorso di altri proprio perchè ognuno di noi è diverso e diversi sono gli stimoli da applicare.

Una colazione sarà diversa in base alle diversità che ogni individuo ha nel proprio DNA e in base a dove si vuole andare, è un PERCORSO di cambiamento che ci porta proprio dove noi vogliamo arrivare senza tornare indietro.

Fallire è un messaggio di una strada percorsa che non ha portato al “traguardo” perseverare non è la condizione giusta, quando si imposta un percorso INEVITABILMENTE ci sarà un aggiustamento in base alle risposte ottenuto dal corpo, se gli stimoli non sono arrivati bisogna cambiare e non perseverare, ma chi è in grado di farlo? Sicuramente non noi stessi, essendo in zona “comfort” ma un altra persona ci può dare ciò stiamo cercando facendo attenzione di aver scelto la persona giusta.

Non si salta nel buio, sarà più semplice saltando sapendo come fare affidandosi a persone consapevoli che sanno come consigliare il giusto percorso verso in cambiamento definitivo e duraturo.

Pillola di saggezza: volete utilizzare il grasso accumulato come energia? Fate entrare nelle cellule OSSIGENO. Come? Aumentando l’introduzione di acqua( h2o) dove o vuoldire ossigeno e anche con l’introduzione di una molecola chiamata “Acetilcisteina”.

Augurandovi un buon inizio 2018 vi auguro un buon salto.

FESTIVITA’

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Finalmente sono arrivate le tanto attese festività natalizie, ricordi e profumi di alcuni cibi sono metabolizzati dentro le nostre memorie pronte a riaffiorare in questi giorni.

Le festività sono un bel momento di condivisione, dove ognuno di noi è pronto ad assaporare quei piatti preparati con amore e dedizione per tutta la nostra famiglia.

Quell’amore che ormai nel quotidiano si è perso durante la preparazione dei pasti durante tutto l’anno, ma in questi momenti di festività siamo pronti ad AMARE.

Dobbiamo riuscire a non dimenticare questi momenti di amore rivolti al cibo anche in quei giorni di quotidiana normalità, preparando i pasti con amore e dedizione come se ogni pasto fosse quello delle festività.

Ecco il segreto o l’alchimia di una corretta alimentazione, equilibrio e amore verso il cibo ci porterà alla consapevolezza di una realtà che ormai si stà dirigendo verso un mondo virtuale, pieno del nulla ed effimero dei sentimenti.

Vi auguro un buon periodo di festività con le vostre famiglie e sottolineo come in questi giorni vi è un incremento di consumo di frutta secca, ananas e altri alimenti “natalizi”, ma vi esorto ad utilizzarli anche nel vostro quotidiano perchè non esiste un cibo per le festività ed uno per il quotidiano, il cibo è veicolo che stupidamente non è obbligatorio avere una patente per utilizzarlo.

Da un acquario si puo’ fare una buona frittura ma una frittura non potrà mai diventare un acquario; questa metafora ci deve insegnare che con il cibo possiamo anche giocarci, renderlo piacevole ai nostri gusti ma sempre consapevoli che ciò che adesso introduciamo non potrà più essere espulso, se sbagliamo a perseverare con alimenti dannosi ed inutili pagheremo le conseguenze delle nostre scelte quotidiane.

Il mio consiglio per i pasti delle festività è il seguente:

  • mangiare in allegria ed in compagnia assaporando i ricordi degli alimenti
  • inutile rinunciare al piacere di un cibo in questo periodo
  • non limitarsi ad un assaggio, ma gustare il piacere culinario

Dopo questi giorni di assoluto piacere, ritornare alla consapevolezza ed alla importanza di una corretta scelta quotidiana, e vi esorto ad investire il vostro impegno verso chi vi potrà aiutare a capire i meccanismi semplici di cosa ha bisogno il nostro corpo.

Cibo è un veicolo e per guidarlo serve conoscere dove andare, non basta una bella macchina per essere felici ma saperla utilizzare è la chiave del benessere.

Buon anno a tutti e che ognuno trovi quella consapevolezza voglia di vivere esperienze nuove, perché quello che a volte desideriamo si trova proprio intorno a noi.

 

Rimango a disposizione per ulteriori informazioni e consulti, cercate come contattarmi e buone festività a voi ed alle vostre famiglie.

PREVENZIONE

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Siamo arrivati all’inizio di una nuova epoca dove si apriranno immense opportunità per migliorare la nostra salute in base ad un semplice test: DNA.

E’ possibile effettuare il test del proprio DNA soltanto utilizzando un tampone dove apporteremo la nostra saliva, dai risultati otterremmo innumerevoli informazioni su come è costruito il nostro futuro salutistico. Andremo a scoprire la possibilità di innescare un processo di malattia ancora prima che essa si manifesta.

Prevenire è meglio che curare, questa frase è il simbolo di un’epoca che tra qualche anno ognuno di noi sarà protagonista, incominceremo a conoscerci meglio e a dare al nostro organismo cio’ che occorre per una longeva vita in salute.

Essere a conoscenza che un nostro organo avra’ la possibilità di ammalarsi, ci renderà consapevoli di prendere una strada di cambiamento alimentare che ci permetterà che quella certa malattia non avra’ luogo dentro di noi.

Sapere che il nostro fegato avrà la possibilità del 80% di essere malato ci porrà l’attenzione a non andare a sovraccaricare con un eccessivo stoccaggio di glucosio, mangiando meno carboidrato e cambiando le fonti del suo utilizzo.

Siamo arrivati a conoscere cosa ci potrà far male e correggere un percorso segnato e letto attraverso l’analisi del DNA.

Siamo abituati ad alimentarci con cibi che ci piacciono ma non che ci servono, questo è il vero problema dell’epoca che stiamo vivendo. Ricordo in mio nonno che mangiava cibi per la salute e che molte volte non erano di suo gradimento e che io non capivo il significato di quel pasto consumato senza avere una soddisfazione recettiva.

Dopo anni posso confermare che i “vecchi” avevano ragione pur non conoscendo la scienza ma limitandosi ad ascoltare il proprio corpo e i segnali che esso esprimeva; oggi pur avendo tantissimo possibilità in più di prima, siamo sordi a queli segnali di stress ossidativo che soffoca provodando la morte di alcune cellule metaboliche.

L’eccesso e il mal utilizzo di alcuni alimenti provocano la morie di miglioni di cellule che non avranno più la loro rigenerazione, portando l’organo ad una malattia cronica.

L’utilizzo di alcune molecole farmacologiche ci permettono di dare forza e vitalità alle cellule metaboliche per essere rinnovate innescando un processo rigenerativo.

Vediamo come poterle utilizzare e quali esse siano:

METFORMINA, per il controllo della glicemia in eccesso dopo un pasto di carboidrati.

ACETILCISTEINA, un antiossidante per eccellenza agendo sui radicali liberi.

ACIDO LAURICO, derivante dall’olio di cocco, con proprietà antivirali.

Prevenire malattie proprio utilizzando molecole farmacologiche create per curare.

Oggi è possibile, basta volersi bene!

 

AIUTARE AD AIUTARSI

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Con questa frase potrei anche terminare questo mio blog, raccoglie benissimo il principio per il quale mi sono rimesso in gioco.

Si proprio in gioco, perchè con la nutrizione si deve giocare ma senza scherzare, sapere cosa si mangia è importante non tanto per avere le proprietà caloriche degli alimenti ma la loro funzione metabolica all’interno del nostro organismo.

Proprio in questo periodo sto terminando un eleborato per l’università sulla tossicità che alcune molecole chimiche, gli idrocarburi, una volta assimilati nell’organismo non possono essere esplulsi ed inizia così una lunga lotto alla disgregazione irreversibile che il nostro corpo prova ad esercitare per cercare di eliminarla inutilmente.

Sapere che la CO2 della combustione delle nostra automobile è dannosa ormai è un dato a conoscienza di tutti ma venire a sapere che lo speck puo’ essere nocivo per la sua affumicatura è un’altra cosa. Il fumo prodotto dalla legna bruciata impregna la carne del salume immagazzinando moltissime molecole di anidride carbonica, solubile in acqua, e resistente al tempo.

Le nostre scelte quotidiane ci impongono di delegare ad una azienda alimentare la preparazione dei cibi che mangiamo, andando incontro all’incognita salutistica.

Biologico non ci garantisce un prodotto sano, benefico e sicuro, ma solo che è stato coltivato con regole diverse da quelle imposte dalla comunità europea, ma chi controlla il produttore a volte è lui stesso produttore e controllore di se stesso, basta una autocertificazione per essere in regola con le istituzioni e mettere sul mercato cio’ che dovrebbe prima essere messo sotto la lente di un’attenta visione di laboratorio.

Salmone affumicato, tonno, carni rosse, verdure, frutta e tanti altri alimenti ormai sono contaminati dal famoso ma sconosciuto idrocarburo IPA. Questo è un problema che nessuno si prende a carico per l’enorme utilizzo nell’agricoltura e nella trasformazione degli alimenti.

Possiamo soltanto limitare il loro consumo privileggiando gli alimenti “poveri” di lavorazione industriale e facendo attenzione a dare al nostro corpo cio’ che serve per un corretto funzionamento ormonale.

 

ANDIAMO A FARE LA SPESA?

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Partiamo per andare a fare la spesa molte volte con una lista in mano, creata in base alle proprie esigenze personali e famigliari, in base ai propri gusti e desideri, ma sappiamo veramente cosa comperare?

La mia domanda parte da qui: l’elenco dei cibi scritti su quel biglietto.

Sappiamo cosa scrivere su quel biglietto? Siamo veramente sicuri di sapere quali cibi comperare? La maggior parte di noi chiede aiuto ad un esperto in nutrizione per sapere cosa mangiare per migliorare il suo aspetto fisico e salutistico, ma la mia missione è proprio quella di dare informazioni su come utilizzare gli alimenti in base a come siamo strutturati ed a cosa ci serve quel cibo in quel preciso momento.

Lo spreco alimentare ha raggiunto una percentuale incredibile, così ho cercato di capire il perchè di questo aumento di spreco in contraddizione rispetto alla popolazione mondiale al quale non ha da mangiare. Così ho avuto l’occasione di guardare alcuni dati ufficiali.

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Spiegare questo fenomeno in costante espansione è complicato, psicologia e abitudini sono le prime cause ma anche ignorare il valore nutrizionale dei cibi è un punto cruciale su come utilizzare gli alimenti e di cosa scrivere su quel semplice bigliettino della spesa.

Cercherò di dare alcuni consigli pratici su come limitare questo grave problema.

Prima di tutto dobbiamo sapere cosa mangiare, poi organizzare i pasti durante la settimana con la scelta di quanto mangiare e solo successivamente scrivere il biglietto.

Trovo veramente paradossale comperare cio’ che non sappiamo quando e come utilizzarlo, trovo anche paradossale non avere una costruzione di un piano alimentare.

Avere un semplice piano alimentare eviterebbe di comperare cibo in eccesso o che poi non andremmo a consumarlo, solo con questo piccolo accorgimento risolveremo più del 50% del problema di spreco alimentare.

Chiedere come fare un proprio piano alimentare sarebbe utilissimo, capire come utilizzare il cibo vuol dire avere consapevolezza e rispetto per la natura e per il futuro dei nostri figli. Possiamo dare un futuro sicuro a loro solo se impariamo a gestire quello che non dobbiamo buttare nella spazzatura.

Creare un piano alimentare è semplicissimo: consiglio di farlo distibuendolo sull’intera settimana, così da poter variare gli alimenti per non incappare nella monotonia e nella noia psicologica, perciò dividere la settimana dal lunedi alla domenica, 5 o 6 pasti al giorno. Il punto di partenza rimane quello di sapere alcune informazioni su come siamo fatti: Sappiamo a quale gruppo sanguigno apparteniamo? Sappiamo quanta energia consumiamo giornalmente? Sappiamo come distribuire questa energia? Tante informazioni su di noi sono a molti sconosciute e allora mi chiedo: ma cosa scriviamo su quel biglietto quando andiamo al supermercato?

Scriviamo solo quello ch desideriamo consumare ma senza avere una visione su cosa ci serve; faccio sempre un esempio alle persone che mi consultano: decidiamo di fare una bella vacanza e decidiamo di andare in macchina alla destinazione scelta, ora ci fermiamo a fare il carburante alla macchina.

Prima domanda: Benzina, gasolio o metano?

Seconda domanda: quanti chilometri devo fare per arrivare a destinazione?

Due semplici domande possiamo anche farle a noi stessi prima di andare a fare la spesa. Di che gruppo sanguigno appartengo? Quanta energia devo consumare oggi?

Ricordo che un gruppo sanguigno zero non potra’ mai fare il vegano e l’energia in eccesso finisce inevitabilmente in grasso corporeo, semplice!

 

 

 

COTTURA DEGLI ALIMENTI

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Perché cuociamo i cibi?

  • Per renderli commestibili o più digeribili.
  • Per intenerirli.
  • Per garantire la sicurezza dell’igiene: ‘’ sterilizzare l’alimento’’ , cioè eliminare i potenziali microrganismi patogeni.
  • Per esaltarne o migliorarne il gusto: modificare l’aspetto, il colore, il sapore e l’aroma di un alimento contribuendo a renderlo più appetibile.
  • Per aumentare la disponibilità di alcuni nutrienti attraverso l’inattivazione di sostanze presenti negli alimenti che impediscono la loro utilizzazione (ad esempio l’avidina nell’albume d’uovo).
  • Per aumentarne la conservabilita’.

Gli aspetti negativi della cottura sono: La diminuzione del valore nutritivo dell’alimento, per la distruzione e la dispersione che i principi nutritivi possono subire nei vari tipi di cottura. La formazione di sostanze potenzialmente pericolose, in alcune cotture di alimenti grassi e proteici si possono formare molecole tossiche per l’organismo.

Esistono diverse tecniche di cottura: CONDUZIONE, CONVEZIONE, IRRAGGIAMENTO.

La conduzione avviene quando il calore passa direttamente per contatto da un materiale caldo ad uno freddo, senza l’ausilio di liquidi o gas.

La convezione prevede quindi il passaggio del calore tra due corpi solidi aderenti. La convezione si ha quando la trasmissione del calore avviene attraverso i fluidi ed è accompagnata da un movimento di materia.Riscaldando un fluido, i movimenti convettivi della sua materia propagano il calore dalle zone più calde a quelle più fredde. Nella cottura per convezione, il calore viene trasmesso attraverso un fluido liquido (brodo, acqua, olio) o gassoso (aria calda, vapore).

L’irraggiamento è una trasmissione di energia costituita da radiazioni di tipo elettromagnetico (microonde) che si propagano nello spazio. Nell’irraggiamento, il calore attraversa lo spazio in forma di radiazioni.

Ma ogni alimento ha un suo metodo di cottura per preservare il valore biologico e molecolare della sua struttura.

Facendo bollire della carne è possibile modificarne il loro valore nutrizionale e molecolare andando incontro a possibili modificazioni genetiche anche a carico dei nostri organismi. Consumare carne bruciata è stato provato che porta a possibili tumori cellulari.

#1 Cottura a vapore.

Permette di cuocere gli alimenti a contatto diretto con il vapore senza immergerli in acqua, attraverso l’utilizzo di apposite pentole (le cosiddette vaporiere) o di cestelli a fondo forato. Non comporta perdite significative di nutrienti e spesso anche le caratteristiche organolettiche dell’alimento, come il sapore e la consistenza, risultano più salvaguardate. Inoltre, non richiede l’utilizzo di grassi da cottura. È tuttavia possibile cuocere solo alimenti tagliati in piccoli pezzi o fette, perché altrimenti i tempi di cottura sarebbero troppo lunghi.

Per quali alimenti? Verdure, pesce , crostacei e frutta.

#2 Cottura a bagnomaria.

È un metodo di cottura che può essere effettuato sul gas o al forno e prevede l’immersione dell’alimento in un recipiente che viene posto all’ interno di un altro recipiente pieno d’acqua. Il vantaggio offerto da questo tipo di cottura riguarda il fatto che l’alimento non viene a contatto diretto con l’acqua per cui non è soggetto alla perdita di nutrienti idrosolubili.

Per quali alimenti? Per le salse e le creme.

#3 Cottura mediante bollitura.

Questo metodo di cottura consente di limitare molto l’utilizzo di grassi da condimento e di aromatizzare gli alimenti con l’aggiunta di aromi e spezie. Con le pentole tradizionali si arriva alla temperatura di ebollizione dell’acqua (100°C circa), mentre con le pentole a pressione, grazie al particolare sistema utilizzato, le temperature raggiunte sono più alte (almeno 120°C) e, pertanto, i tempi di cottura si possono ridurre notevolmente.

Gli alimenti sottoposti a questo tipo di cottura, pur aumentando la loro digeribilità, sono soggetti a parziale riduzione delle componenti vitaminiche e minerali. Per limitare tale perdita è importante utilizzare la minor quantità di acqua possibile, ridurre i tempi di cottura al minimo indispensabile e, quando possibile, recuperare il liquido di cottura.

Per quali alimenti? Verdure, legumi, cereali, pasta e riso, ma anche pesce, carne e uova.

#4 Cottura al forno.

È un metodo di cottura che utilizza il calore a secco. Sfrutta la trasmissione del calore per mezzo dell’aria calda e dei grassi da condimento eventualmente aggiunti alla mistura. La temperatura, all’ interno di un forno casalingo, varia tra i 150°C e i 240°C e l’aria calda raggiunge direttamente il cibo, cosa che, di solito, impedisce significative perdite di succhi (e quindi nutrienti).

Per quali alimenti? Carne, pesce, verdure, torte dolci e salate.

#5 Cottura tramite brasatura e stufatura.

Sono tecniche di cottura a fuoco basso e che possono prevedere tempi anche molto lunghi. Classiche preparazioni stufate sono lo spezzatino di carne oppure il ragù. I lunghi tempi di cottura comportano una discreta perdita di vitamine e minerali che, tuttavia, si ritrovano nel liquido di cottura, anche in questo caso, generalmente, consumato come parte integrante della pietanza.

Per quali alimenti? Carne, pesce e sughi.

Attenzione alla griglia e alla frittura.

Questi due metodi di cottura, prevedono elevate temperature che possono provocare la modifica delle proprietà organolettiche dell’alimento e indurre la formazioni di composti nocivi, tra cui l’ acrilammide, un composto mutageno e cancerogeno responsabile della ‘’doratura ‘’ che rende il cibo più gustoso. L’EFSA (autorità europea per la sicurezza alimentare) ha confermato, sulla base degli studi sugli animali, che l’acrilammide negli alimenti aumenta potenzialmente il rischio di cancro per i consumatori di tutte le fasce d’età.

Per finire eccoti alcuni consigli utili da usare quando proprio non puoi fare a meno di un bel pranzo in famigli.

  • Per la fritturafriggere in olio sufficientemente caldo e mantenere la temperatura dell’olio sempre costante. Usare sempre olio extravergine d’oliva e evitare di riutilizzare olio già cotto.
  • Per la griglia: evitare il contatto diretto degli alimenti con la fiamma viva e non consumare la bruciacchiatura. È preferibile l’uso di piastre in materiale antiaderente in cui sia possibile controllare la temperatura. Evitare di salare gli alimenti prima di cuocerli.

 

Il saper cuocere i cibi nel modo giusto, anche limitando l’aggiunta di sale e grassi, preferendo sempre l’aggiunta di olio extra vergine a crudo, è sicuramente uno dei migliori metodi per proteggere la nostra salute. Detto questo, tutti ai fornelli!

FOTOGRAFARE IL CIBO

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Perche’ fare una foto al cibo che si consuma?

Fotografare un pasto è un passo importante per avere la consapevolezza di cio’ che si sta’ mangiando; è il primo passo verso il cambiamento tanto cercato da tutti noi ma difficilmente ottenibile se non cambiamo il modo di relazionarci con esso.

Ho incominciato a richiedere delle foto dei pasti alle persone che mi chiedono dei consigli da circa un anno, leggendo alcuni articoli dove veniva sottoposta l’attenzione psicologica alla correlazione tra cibo e mente. Con l’aiuto di una amica psicologa abbiamo visto come il cervello richiede un determinato cibo in condizioni di crisi, andando a lavorare su un sistema di endorfine (sono sostanze chimiche prodotte dal cervello e dotate di una potente attività analgesica ed eccitante) richiamando l’attenzione visiva sulla scelta precisa di un alimento.

Da qui la mia curiosità mi ha spinto a richiedere una foto del pasto che la persona andava a consumare. Il risultato è stato strepitoso, la consapevolezza di fotografare e mostrare il proprio pasto è stata la soluzione per rendere il percorso di cambiamento molto piu’ vicino alla persona rendondola partecipe di un cambiamento voluto ma difficile da realizzare, non ho scoperto l’acqua calda ma ho cercato di trasportare la teoria alla pratica con questa metodologia visiva e condivisiva.

Questo metodo visivo ha permesso anche per chi consiglia un punto di osservazione per dare ulteriori consigli sulla preparazione dei pasti, sui loro colori e sulla loro semplificazione degli alimenti in cottura e in conservazione. Molte volte siamo legati alle tradizioni che ci portiamo dietro e trasferiamo ai nostri figli, ma una cottura prolungata nel tempo come il lessare della carne (proteine animali) altera il loro valore biochimico sul nostro metabolismo andando ad alterare anche la loro funzione ormonale. La perdita dei nutrienti come vitamine, minerali e anche delle proteine fanno si che cio’ che mangiamo non lo utiliziamo per cio’ che volevamo.

Assumere un pasto di carboidrati significa dare al corpo il segnale di energia, pronta al consumo, ma se poi non la utilizziamo, perche’ la mangiamo?

il nostro cervello ha bisogno di vedere colori, forme e percepire profumi provenienti dal pasto che andremo a consumare, ecco perchè la foto, specialmente nel primo periodo del cambiamento, ha una rilevanza fondamentale per correggere, modificare e consigliare al meglio in base ai gusti della persona.

Mangiare della carne rossa con delle verdure verdi ha un effetto cromatico ben diverso che consumare quel pasto aggiungendo 2 pomodorini rossi e 2 fette di ananas gialli, il risultato sarà un piacere che soddisfera’ il nostro cervello e ne beneficera’ il nostro aspetto fisico estetico e salutistico.

Continuando a fare esempi concreti, posso dire che una colazione con latte e biscotti (bianco e marrone) contro frutta e yogurt (bianco e multicolori) ha uno stimolo che favorisce euforia con l’aumento delll’adrenalina che ci permette di far partire al meglio la nostra giornata.

Alcuni prodotti come derivati dalla soia (tofu, tempeh) mangiati così come li offre il mercato ha poco significato soddisfattivo ma con l’aggiunta di aceto balsamico, verdure sott’aceto, senape e tantissime altre spezie renderanno cio’ che non è piacevole in un prodotto molto gustoso al quale il nostro cervello richiederà in futuro, andando così a modificare le nostre scelte quotidiane verso quel cambiamento ricercato ma mai ottenuto.

Industria alimentare a modificato il nostro gusto proponendoci la trasformazione di alcuni alimenti: yogurt (da acido a dolce), carne (da un sapore forte ad uno zuccherino), pasta( da un sapore neutro ad uno dolciastro) e cosi’ via. L’utilizzo di zuccheri ha reso sereno il nostro cervello ma dando dei segnali metabolici contrari. I risultati possiamo notarli tutti i giorni, alterzioni metaboliche, ormonali e psicofisiche su di noi ci stanno portando ad un futuro incerto ma certamente sicuro per le industrie farmaceutiche ed alimentari. Cerchiamo di essere consapevoli nelle nostre scelte.

grazie per la lettura.